Ministero della pubblica amministrazione

logo del miur

Il protocollo d'accoglienza si propone di:

  • definire pratiche generali condivise all'interno delle scuole in tema d'accoglienza di alunnistranieri;
  • facilitare l'ingresso di bambini e ragazzi di altra nazionalità nel sistema scolastico e sociale;
  • sostenere gli alunni neo arrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto;
  • favorire un clima d'accoglienza e di attenzione alle relazioni;
  • costruire un contesto favorevole all'incontro con le altre culture;
  • promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola e territorio.

Il protocollo costituisce uno strumento di lavoro che viene integrato e rivisto sulla base delle esperienze realizzate e consente di attuare in modo operativo le indicazioni normative contenute nell'art. 45 del DPR 31/08/99 n. 394

“Le difficoltà spesso preparano le persone normali ad un destino straordinario.”

“Non tutto ciò che viene affrontato può essere cambiato, ma niente può essere cambiato finché non viene affrontato.”

“Inclusione significa considerare i bisogni di tutti, non solo di chi è in difficoltà.”

 

Il dibattito sul sostegno scolastico si è concentrando sull'inclusione degli alunni con disabilità e quindi sul garantire un'assistenza adeguata al soggetto, perdendo di vista le caratteristiche che il contesto scolastico deve possedere perché chiunque - a partire dalle proprie abilità e disabilità -possa costruirvi la propria identità. La visione della nostra scuola mette al centro, l’insieme delle azioni educative e il contesto, cornice attiva dell'apprendimento di tutti e di ciascuno. La scuola se vogliamo che sia davvero inclusiva per tutti è necessario ripartire dalle preziose considerazioni di Vygotskij, in particolare quando sostiene che “l'educazione si attua solo attraverso l'esperienza personale dell'alunno, interamente determinata dall'ambiente, e il ruolo del maestro è quello di organizzare e ordinare l'ambiente stesso”. Come dire che in fondo ogni alunno si educa da sé: deve solo essere aiutato a individuare il proprio percorso personale in un ambiente che offra tutti i sentieri possibili per raggiungere la meta. In questa visione il deficit rappresenta solo il punto di partenza, ragione di difficoltà tanto quanto di potenzialità che devono trovare espressione nella scuola.

“La competenza digitale presuppone l'interesse per le tecnologie digitali e il loro utilizzo con dimestichezza e spirito critico e responsabile per apprendere, lavorare e partecipare alla società. Essa comprende l'alfabetizzazione informatica e digitale, la comunicazione e la collaborazione, l'alfabetizzazione mediatica, la creazione di contenuti digitali (inclusa la programmazione), la sicurezza (compreso l'essere a proprio agio nel mondo digitale e possedere competenze relative alla cybersicurezza), le questioni legate alla proprietà intellettuale, la risoluzione di problemi e il pensiero critico.” (Nuove Raccomandazioni europee, 2018)

A livello europeo, il Consiglio dell’Unione Europea il 22 maggio 2018 ha pubblicato le nuove competenze chiave per l’apprendimento permanente e la competenza digitale è inserita tra le competenze chiave necessarie per la realizzazione personale, considerata a tutti gli effetti “competenza di base”, accanto al leggere e allo scrivere.

LA VALUTAZIONE NELLA SCUOLA PRIMARIA

Ordinanza n. 172 del 4 dicembre 2020 e Linee guida Nota n. 2158 del 4 dicembre 2020 - Indicazioni Nazionali 2012.

La recente normativa ha individuato un impianto valutativo che supera il voto numerico e introduce il giudizio descrittivo per ciascuna delle discipline previste dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo, Educazione Civica compresa.

Il cambiamento ha lo scopo di far sì che la valutazione degli alunni sia sempre più trasparente e coerente con il percorso di apprendimento di ciascuno. Il giudizio descrittivo di ogni alunno/a sarà riportato nel Documento di valutazione e sarà riferito a quattro differenti livelli di apprendimento:

La legge n° 92 del 20 agosto 2019 ha introdotto l’Educazione Civica obbligatoria in tutti gli ordini di scuola.

Il curricolo di educazione civica si propone di favorire negli alunni l'acquisizione di una coscienza civica e civile basata sulla consapevolezza che la libertà personale si realizza nell'adempimento dei propri doveri, nella conoscenza e nell'esercizio dei propri diritti, nel rispetto dei diritti altrui e delle regole che governano la convivenza civile in generale e la vita scolastica in particolare.

La scuola è chiamata ad essere una palestra di democrazia, dove gli studenti possono esercitare diritti inviolabili e rispettare i doveri inderogabili della società di cui fanno parte ad ogni livello, da quello europeo a quello mondiale, nella vita quotidiana, nello studio e nel mondo del lavoro. Diventa fondamentale l’utilizzo di una metodologia condivisa dai docenti, nella quale le occasioni di crescita, nella consapevolezza dei valori della cittadinanza, siano realmente vissute nella pratica educativa quotidiana. Occorre che tutta l’esperienza scolastica sia diretta a preparare il soggetto a vivere pienamente e responsabilmente in una società pluralistica e complessa. La cittadinanza va sperimentata; la Costituzione va conosciuta, apprezzata, applicata.

Il concetto di cittadinanza è, quindi, strettamente congiunto con lo sviluppo completo della persona, sia nella dimensione interiore (“nella costruzione del sé”), che nella dimensione relazionale (nella costruzione “di corrette e significative relazioni con gli altri”), nonché nella costruzione “di una positiva interazione con la realtà naturale e sociale”. Di conseguenza le otto competenze chiave risultano strettamente interconnesse al fine di promuovere lo sviluppo “pieno” ed armonico della persona sia come cittadino italiano che europeo e del mondo.

In primo piano

URP

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE - "COLLESANO"
VIA DELLA FIERA, SNC, 90016 COLLESANO ( PA )
Tel: 0921664544
PEO: paic8bd00a@istruzione.it
PEC: paic8bd00a@pec.istruzione.it
Cod. Mecc. paic8bd00a
Cod. Fisc. 96033110824